
Nel corso degli scavi per posizionamento dell'impianto di illuminazione per l'apertura del bar-ristorante, sono venuti alla luce nel giardino di Villa Cortese abbondanti frammenti di ceramica antica. Il sito, attualmente in corso di scavo, rientra infatti in un'area a rischio archeologico più vasta, ben nota per i ritrovamenti effettuati durante la costruzione della linea ferroviaria e segnalata nell'ambito dello strumento urbanistico.
L'apertura del primo saggio poneva in luce l'esistenza di più tratti di muratura in pietra attribuibili, sulla base dei rinvenimenti ceramici, alla piena età imperiale romana (I secolo d.C.) e riferibili ad un insediamento.
Benché sia ancora prematura una definitiva interpretazione dei dati emersi, è tuttavia da escludere la presenza sul sito dei resti di quella che è stata impropriamente definita dalla stampa "villa augusta" di cui le strutture portate alla luce, conservate con discontinuità prevalentemente ai soli livelli di fondazione, non presentano le caratteristiche.
L'interesse dei rinvenimenti è legato alla possibilità di indagine scientifica di un sito pluristratificato in cui le fasi insediative romane si sono sovrapposte ad un'area di necropoli della prima età del ferro (IX-V secolo a.C.) di cui sono portate alla luce alcune sepolture parzialmente violate.
Le indagini archeologiche sono in corso con la piena collaborazione della Società responsabile del recupero dell'immobile e pianificate in modo da consentire il proficuo raggiungimento degli obiettivi reciproci.